Co-sleeping e maternal bonding

Il co-sleeping agevola il “maternal bonding” e lo sviluppo del cervello del neonato

Il co-sleeping (dormire a contatto con il proprio bambino) accelera l’avvio del maternal bonding, ossia il particolare legame che si instaura tra mamma e bambino e determina il loro reciproco riconoscimento e innamoramento. L’ossitocina (definito ormone dell’amore) raggiunge i massimi livelli nell’organismo materno nelle primissime ore successive al parto: per questo incentivare il contatto mamma-neonato fin da subito, permette di rafforzare la loro relazione. Il bonding è consolidato dalle esperienze sensoriali di tatto, contatto visivo, suono della voce, odore della pelle… che permettono di gettare le basi per un legame solido in grado di offrire al bambino sicurezza e autostima.

Dormire insieme rappresenta la sistemazione più appropriata per la mamma e il neonato anche da un punto di vista biologico, oltre che emozionale: il bambino sentendo la vicinanza della mamma è rassicurato, dorme meglio e più sereno, mentre la mamma impara a conoscerlo e a rispondere tempestivamente alle sue necessità. Il contatto fisico tra madre e neonato è fondamentale anche per lo sviluppo del cervello del bambino, perché grazie ad esso viene modulata la produzione di serotonina.

La culla neonatale MaBim di Leura s.r.l. – disegnata dall’architetto Mitzi Bollani esperta europea in accessibilità per tutti – facilita il co-sleeping sia in ospedale che a casa perché può sormontare il materasso di ogni letto e ha un fianco rotante completamente apribile che permette alla mamma e al bambino di dormire insieme, toccarsi e guardarsi senza separazioni, come se riposassero insieme nel letto, ma in totale sicurezza: evitando quindi i rischi di cadute o schiacciamenti accidentali del piccolo, che rimane disteso nel suo lettino.

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