Partorire in casa o in ospedale pro e contro

"Marina, una cara amica di famiglia deve partorire tra poche ore: è il suo secondo figlio e mi confessa di essere più in ansia della prima volta. Non è il parto che la preoccupa: conosce l’ambiente, il personale è gentile e l’ospedale ben attrezzato ed efficiente in caso di urgenza. Marina sta pensando a Marco che ha solo due anni e sta avvertendo una certa tensione in casa… “Dove va la mia mamma? E quando torna?”

La mamma è combattuta: pensa contemporaneamente al bambino che lascia a casa e a quello che sta per arrivare. Ma quanto sono lunghe queste doglie… forse potevo restare a casa ancora un po’ e godermi il mio Marco. Il marito ha voluto accompagnarla per sostenerla, farle compagnia e distrarla nell’attesa… Ma è seduto ormai da più di cinque ore su una sedia e si sente tutto indolenzito."

L’esperienza di Marina è molto simile a quella di tante altre mamme. Spesso il travaglio è lungo e la camera in molti casi è poco ospitale e confortevole. “Come vorrei essere a casa mia…forse potevo decidere di affrontare un parto in casa…”. Scegliere di partorire in casa una volta era una necessità oggi è volontà.

A tutte le future mamme che non rientrano nella categoria delle “selezionate” ovvero a “basso rischio” e che quindi hanno come unica alternativa il parto in ospedale, dovremmo assicurare un ambiente più umanizzato, più familiare, più domestico, perché la futura mamma non è malata, la nascita è un evento naturale e carico di emozionalità.

Spesso è possibile realizzare un ambiente con poca spesa, approfittando delle necessarie e programmate manutenzioni: il colore alle pareti può immediatamente rendere più caldo ed ospitale un ambiente. I colori dovrebbero essere tenui e in tonalità armoniosamente studiate evitando le tinte troppo usuali. Nella camera si dovrebbero individuare alcuni angoli da studiare con cura per rendere accogliente anche uno spazio così ristretto. Il corner dove la mamma allatta il suo bambino dovrebbe essere pensato con attenzione con uso di luci soffuse, per proteggere e accelerare la loro relazione.

Parto fisiologico a casa: quando?

Il parto in casa è sicuro come quello in ospedale se la donna è “a basso rischio” e la probabilità che avvenga un emergenza è estremamente rara. Una ricerca olandese realizzata nel 2009 su 530mila nascite, e pubblicata sul “British journal of Obstetrics and Gynaecology”, dimostra che “il parto in casa, se la gravidanza non è a rischio, è sicuro come in ospedale”. Le condizioni di “salute” vengono valutate a fine gravidanza: la donna deve trovarsi in buona salute con pressione normale, il bambino deve essere cresciuto bene ed essere in presentazione cefalica, il travaglio deve iniziare spontaneamente.

Parto fisiologico a casa: le linee guida

Vi sono linee guida definite da ogni Regione che stabiliscono ad esempio che le ostetriche devono essere 2 e l'ospedale non deve distare più di 30-40 minuti. Il 90% dei trasferimenti avviene in tutta tranquillità, con la propria macchina, solo perché c’è un problema che non può essere risolto a domicilio. Ospedale non significa emergenza: nei rarissimi casi di emergenza l’ostetrica domiciliare ha gli strumenti e le capacità per intervenire nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza.

Parto fisiologico a casa: i vantaggi

Partorire in casa porta innegabilmente molti vantaggi: in primis intimità e riservatezza, possibilità di decidere stare in un ambiente più favorevole alla donna, possibilità di essere assistite da una o più figure familiari. Dopo la nascita è più facile sviluppare il “maternal bonding” la particolare relazione tra mamma e bambino che permette il riconoscimento, la comprensione ed una accelerata produzione di latte. Molto più basse le percentuali di puerperal blues ovvero di depressione post partum: l’ambiente casalingo, l’aiuto del partner e degli altri famigliari offrono sicuramente un grande sostegno alla puerpera. Gli studi condotti dimostrano che il parto in casa è una alternativa sicura per donne selezionate e riduce gli interventi medici inutili su donne e bambini sani come l’episiotomia, l’accelerazione del parto, ecc...

Parto fisiologico a casa: i rimborsi!

Sul parto a domicilio molte regioni italiane hanno provveduto ad emanare precise norme per definire i “requisiti” necessari affinché si possa partorire in casa senza rischi, prevedendo altresì un rimborso alle famiglie che decidono per questo tipo di parto. In Piemonte ed Emilia Romagna è addirittura previsto un contributo per affrontare il costo: dai 2 a 3mila euro. La provincia di Trento prevede un rimborso di 750 euro e quella di Bolzano 516 euro.

Il parto in casa nelle diverse regioni

Piemonte - Modalità di accesso e rimborsi per le prestazioni accessorie a favore degli uremici cronici, per il parto a domicilio e per l'ossigenoterapia iperbarica: Leggi la Deliberazione della Giunta Regionale 7 maggio 2002 n. 80-5989. L'Ospedale Ostetrico Ginecologico “Sant'Anna” di Torino offre questa opportunità alle donne che ne fanno richiesta. Le ostetriche, alla luce delle evidenze scientifiche, forniscono una adeguata assistenza avvalendosi di competenza tecnica e della capacità di osservazione e relazione con la coppia al fine di garantire un accompagnamento globale durante il percorso nascita. Il Servizio propone un percorso nascita rivolto a donne sane, con gravidanza fisiologica.

Emilia Romagna - Esiste una legge che norma la nascita in casa maternità e parto a domicilio, e anche norme che prevedono il rimborso. Si tratta della Legge Regionale dell'11 agosto 1998 n. 26 "Norme per il parto nelle strutture ospedaliere, nelle case maternità e a domicilio". Modifica del punto IV Rimborso della Delibera n. 10/1999 "Criteri e modalità attuative per il parto in ambiente extra-ospedaliero": direttiva alle aziende sanitarie della regione Emilia-Romagna in applicazione dell'art.3, comma 2, della L.R. n. 26/1998 Ci sono poi iniziative autonome delle singole Asl, come quella di Parma: qui le ostetriche del consultorio lavorano anche a domicilio, e l'assistenza è gratuita. Le ostetriche sono disponibili su appuntamento nell'ambulatorio ostetrico del Consultorio Familiare in via Pintor 1/a, a Parma.

Lombardia - D.D.U.O. 3 luglio 2001 n. 16072 Direzione Generale Sanità. Linee guida di assistenza al travaglio e parto fisiologico a domicilio e in casa di maternità in attuazione della legge regionale 8 maggio 1987 n. 16. Prevede un rimborso per il parto a domicilio fino all’80%.

Provincia di Trento - Il servizio di assistenza al parto in casa viene espletato in accordo con la delibera della Provincia Autonoma di Trento n.15077 del 1998 e successive modificazioni/integrazioni. Tale delibera prevede, per l'assistenza ostetrica e la prima visita pediatrica un rimborso di 750 Euro.

Marche - Legge regionale 27 Luglio 1998, n. 22.“Diritti della partoriente, del nuovo nato e del bambino spedalizzato”. La legge disciplina il parto a domicilio e nelle case maternità prevedendo anche un rimborso per un massimo di euro 1.500.

Toscana - Progetto:"Nascere in Versilia - Parto e Puerperio a domicilio". Dal 1999 nell'Azienda U.S.L. 12 “Versilia” è iniziata la sperimentazione di un progetto di carattere innovativo quale l'istituzione del servizio domiciliare per l'espletamento del parto e l'assistenza puerperale.

Lazio - Decreto del presidente della regione Lazio su: Parto a domicilio e in case di maternità. Approvazione di «Profilo Assistenziale per l'assistenza al travaglio e parto fisiologico extraospedaliero in «case di maternità e a domicilio» (All. 1), «Protocollo per il parto a domicilio» (All. 2), «Protocollo per le case di maternità» (All. 3), «Requisiti minimi per l'autorizzazione CMI» (All. 4), «Requisiti minimi per l’autorizzazione CME» (All. 5), «Modulistica» (All. 6).

Parto in casa: i numeri

ITALIA = 0,2%

MASSIMO: Emilia Romagna = 0,85%

MINIMO: Sicilia = 0,04%

OLANDA = 30%

GRAN BRETAGNA = 2%

FINLANDIA = 1%

SVEZIA = 0,04%

STATI UNITI = 1%

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