Rooming-in o nido?

"Lucia è nel suo letto e grosse lacrime scorrono sul suo viso stanco. Accanto a sé dorme Riccardo è tranquillo... ma non è così carino come si sarebbe aspettata... Il travaglio è stato lungo, interrotto dopo 20 ore da un taglio cesareo: il bambino era posto tutto a lato e non riusciva a prendere il canale. E’ andato tutto bene ed il bimbo è sano, solo la testina è un po’ “ammaccata” ma le hanno detto che si sistemerà presto. La stanchezza è tanta ed ha voglia di piangere e riposare, ma non riesce a muoversi per le flebo in entrambe le braccia. Tutta la notte passata sveglia con il bimbo accanto ed il terrore di schiacciarlo..."

Giovanna ha appena partorito una bellissima bambina: l’ha chiamata Asia e sembra proprio il nome perfetto per questo visino di porcellana con già tanti piccoli capelli neri... Il parto è andato molto bene ed è durato solo 3 ore, il marito è stato sempre con lei e l’ostetrica è stata molto gentile. E’ la sua prima figlia... Giovanna non è stanca vorrebbe tenere la bimba con sé, ma è in stanza con un’altra giovane mamma e nel suo ospedale i bimbi vengono tenuti al nido e dati alle mamme in precisi orari.

La maggior parte degli ospedali ha introdotto il rooming-in: il neonato viene lasciato in camera con la sua mamma in una culla posta a fianco del suo letto. Molto spesso le ostetriche suggeriscono alle mamme di tenere il bambino accanto a sé nello stesso letto perché se madre e figlio sono insieme, subito dopo il parto, beneficiano della particolare situazione ormonale che favorisce il reciproco riconoscimento e l’innamoramento da parte della madre per il piccino. L’ossitocina, definito ormone dell’amore perché entra in circolo anche durante il rapporto sessuale, è il carburante che permette il buon espletamento del parto stesso, nelle primissime ore successive alla nascita raggiunge livelli massimi nell'organismo materno.

Per il bambino, catapultato all’improvviso in un mondo nuovo e sconosciuto, la vicinanza della madre è garanzia per un miglior adattamento alla vita fuori dal pancione. Stare insieme, fare sentire reciprocamente il respiro e l’odore, favorisce la relazione materna (maternal bonding), previene la depressione post-partum e aiuta l’avvio dell’allattamento.

Purtroppo non è raro che accadano incidenti: la mamma, provata dalla stanchezza per il lungo travaglio e per i dolori e sforzi del parto, qualche volta non riesce a restare vigile e si addormenta con il rischio di far cadere o schiacciare il neonato che le dorme accanto. Non dimentichiamoci che il letto ospedaliero non è un letto matrimoniale e quindi ha uno spazio limitato spesso insufficiente a garantire la sicurezza. Anche se è dotato di barre, queste non sono state studiate per la protezione da caduta del neonato ma solo per proteggere la mamma in caso di svenimento o movimenti incontrollati sotto sedativo.

La culla MaBim per facilitare il contatto mamma-bambino in piena sicurezza

La culla MaBim di Leura, progettata dall’arch. Mitzi Bollani, è stata appositamente studiata per favorire il co-sleeping, ovvero consentire alla mamma, distesa nel suo letto, di tenere il proprio bambino vicino a sé, sentirne il contatto, il respiro, l’odore, sviluppando così un forte legame con lui (maternal bonding). La vicinanza mamma e bebè facilita il processo di attaccamento ed ha un effetto stabilizzante sull’umore della neomamma, viceversa, la loro separazione può causare la comparsa della depressione post partum. Il neonato può poppare anche 18 volte al giorno e poiché l’allattamento al seno funziona a richiesta, la mamma deve averlo vicino a sé per provvedere appena capisce dai suoi gesti che inizia ad avere fame.

MaBim è una culla creata per accelerare questa relazione garantendo il massimo della sicurezza durante il rooming-in. A differenza delle culle tradizionali, dopo averla affiancata al letto della mamma alla giusta altezza (l’altezza è infatti regolabile) si può aprire il suo fianco grazie alla rotazione della spondina ed entrare cosi in contatto viso a viso con il bambino. Questo rende il bambino più sicuro e permette alla mamma di iniziare a conoscere il ritmo del suo respiro e di imparare pian piano a riposare in sintonia con lui. Potrà prenderlo in braccio senza essere costretta ad alzarsi, valore importante soprattutto per chi ha appena partorito con il taglio cesareo.

Co-sleeping in sicurezza: MaBim

Avere accanto al letto il proprio bambino, alla giusta altezza per toccarlo e sentirlo vicino “viso a viso” è una grande opportunità. Se alla mamma capita di appisolarsi non ci sono rischi per il neonato quando si trova nella culla MaBim, differentemente da quanto accade condividendo lo stesso letto.

Il bambino ha bisogno della madre per sentirsi bene, per sentirsi al sicuro. Nei primi giorni il neonato impara a conoscere e riconoscere la madre. La vicinanza favorisce l’acquisizione di un ottimale ritmo respiratorio e digestivo, rafforza l’apparato immunitario e riduce la sensibilità allo stress. Se il bambino è nella culla MabBim, accanto alla mamma e in diretto contatto, piange meno poiché lei è pronta a consolarlo, a prenderlo in braccio e ad allattarlo. La culla per neonati MaBim annulla la distanza permettendo il contatto pelle contro pelle tra mamma e bambino anche da sdraiati. Numerosi studi hanno dimostrato che i bebè prematuri, che hanno la possibilità di sperimentare un contatto precoce con la mamma, hanno un recupero migliore e più rapido, con minori problemi di termoregolazione, di crisi respiratorie e di ritmo cardiaco. Gli stessi vantaggi valgono quindi per tutti i bambini.

Il design della culla MaBim consente di affiancarla agilmente a tutti i letti ospedalieri e alle sedie, facilitando anche il papà nel coccolare e tranquillizzare il suo bambino, si accosta inoltre alle sedie a ruote permettendo a mamme con limitazioni fisiche di gestire in semplicità il loro bambino. Per tutte queste particolari e funzionali caratteristiche MaBim ha il label Designed for You&ALL.

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