Il modello ospedaliero di Leura

Certamente l’ospedale deve essere visto come una risorsa da usare solo quando è indispensabile e per il tempo strettamente necessario, ma ciò non impedisce che possa essere progettato ed organizzato ponendo al centro il paziente, con la sua esigenza di cura, i suoi bisogni d’assistenza, di serenità e di positività. Un luogo dove l'ottimizzazione medica e sanitaria sia sempre garantita con l’uso di materiali, attrezzature ed arredi idonei che assicurino accessibilità, salute, sicurezza, e con percorsi facilmente individuabili, raggiungibili e comprensibili anche a coloro che non sono soliti utilizzarli.

Oggi l'ospedale deve essere dotato di servizi di accoglienza e qualità utili sia per il paziente che per coloro che fanno assistenza come bar, ristoranti, salottini per tranquillizzare ed alleviare lo stress. Un luogo dove reperire agevolmente informazioni logistiche, comportamentali, di prevenzione delle malattie e di educazione alla salute. Il concetto di salute non si riferisce meramente alla sopravvivenza fisica o all'assenza di malattia, ma si estende a tutti gli aspetti della vita dell’individuo: aspetti psicologici e mentali, condizioni naturali, ambientali, climatiche, abitative, lavorative, economiche, sociali e culturali; tutto ciò che in qualche modo interagisce in senso positivo o negativo con l’esistenza dell’essere umano. Un ambiente coadiuvante limita lo stress, crea benessere accelerando la guarigione del paziente.

I dieci principi dell'ospedale

UMANIZZAZIONE: centralità e rispetto della persona

URBANITA’: integrazione con il territorio e la città

SOCIALITA’: sviluppo di rapporti interpersonali e consapevolezza dei doveri sociali

ORGANIZZAZIONE: efficacia, efficienza e benessere percepito

INTERATTIVITA’: continuità assistenziale con una rete di servizi territoriali

APPROPRIATEZZA: di cure, uso delle risorse, materiali, arredi e attrezzature

AFFIDABILITA’: sicurezza, igiene e tranquillità

INNOVAZIONE: rinnovamento diagnostico, terapeutico, tecnologico, informatico

RICERCA: impulso all'approfondimento intellettuale e clinico – scientifico

FORMAZIONE: aggiornamento professionale e culturale

Il concetto di salute secondo l'O.M.S. e la Legislazione Italiana

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la cui denominazione letterale dovrebbe essere tradotta con: “Organizzazione Mondiale della Salute”, si fa assertrice sin dal 1946 di questo concetto: “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia e di infermità” e chiede ai governi di adoperarsi responsabilmente, attraverso un programma di educazione alla salute, per la promozione di uno stile di vita consono allo sviluppo di condizioni pratiche in grado di garantire ai cittadini un alto livello di benessere.

A questi principi aggiungiamo anche quanto affermato nella “Carta di Ottawa” (documento redatto nel 1986 durante la prima “Conferenza internazionale per la promozione della salute”): “Grazie ad un buon livello di salute l’individuo e il gruppo devono essere in grado di identificare e sviluppare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, modificare l’ambiente e di adattarvisi”. Si identifica così nella salute qualcosa che, espandendosi oltre i confini del soggetto che ne gode, diventa un mezzo propulsore di ulteriori positivi interventi, adattamenti e modificazioni nel proprio ambiente. Allo stesso tempo, quindi, la capacità di adattamento all'ambiente viene considerata un elemento indicatore di un buono stato di salute.

Dai documenti citati si desume in pratica che si è ormai compreso, anche a livello istituzionale ed internazionale, che la salute non dipende soltanto dall'assenza di agenti biologici che casualmente provocano la malattia, ma è il risultato di un armonico, naturale e completo sviluppo dell’individuo in ogni aspetto della sua esistenza.

L’articolo 32 della Costituzione Italiana sancisce la tutela della salute come un fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività, accogliendo i principi dell’OMS nella legge n° 833 del 1978 la quale, in fatto di promozione della salute, definita chiaramente fisica e psichica, sottolinea l’importanza della prevenzione come supporto al benessere generale dell’individuo e sostiene inoltre la necessità di formare una “moderna coscienza” di cura della salute sulla base di una adeguata educazione del cittadino e della comunità. Sempre in questa legge, inoltre mentre si sottolinea la priorità della prevenzione rispetto alla cura della malattia, si evidenzia anche un altro aspetto molto importante e cioè che la cura della salute deve avvenire non solo attraverso l’opera dei medici, che pure resta indispensabile, ma anche attraverso l’opera di altre figure professionali. Viene riconosciuta dunque a livello legislativo l’importanza del concorso di una pluralità di figure professionali atte a mantenere la buona salute dell’individuo.

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