In Italia l’accessibilità fisica delle strutture pubbliche e quelle private ad uso pubblico resta parziale e disomogenea, soprattutto per le persone con disabilità motorie e sensoriali. I dati ISTAT aggiornati al 2023–2024 mostrano ritardi strutturali che interessano scuole, ospedali, uffici pubblici, edifici residenziali e luoghi della cultura.
Nonostante un quadro normativo consolidato e investimenti recenti (in particolare il PNRR), l’adeguamento procede lentamente e con forti differenze territoriali. I temi dell’inclusione rimangono aperti. Come Leura abbiamo una visione aperta e costante, che viene incontro a questi problemi, che non riguardano solo le persone che hanno limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, ma anche mamme nella fase di allattamento e con bimbi piccoli, caregiver e persone anziane.
Accessibilità nelle scuole
Le scuole rappresentano uno degli ambiti più critici, sia per numerosità delle strutture sia per l’impatto sociale.
Dati principali
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Scuole accessibili a persone con limitazioni motorie | 41% |
| Scuole con parcheggi riservati | 44% |
| Segnalazioni visive per disabilità uditive | 17% |
| Mappe tattili / percorsi per ipovedenti | 1,1% |
| Scuole che hanno intrapreso lavori di abbattimento barriere architettoniche (ultimo anno) | 12% |
| Scuole senza ascensori a norma | ≈ 50% |
| Scuole senza bagni accessibili | ≈ 26% |
L’accessibilità è concentrata quasi esclusivamente sugli ingressi, mentre percorsi interni, servizi igienici e orientamento sensoriale restano largamente inadeguati.

Accessibilità di musei e biblioteche
Il settore culturale mostra segnali di miglioramento più evidenti, grazie a finanziamenti mirati.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Luoghi culturali accessibili per a persone con limitazioni motorie | 66% |
| Rampe e bagni accessibili (strutture pubbliche) | 61–75% |
| Luoghi con dotazioni assistive (2021) | 75,7% |
| Crescita dotazioni assistive (2011–2021) | ×2 |
| Fondi PNRR dedicati (2025) | 300 mln € |
| Interventi previsti | >1.000 |
Musei e biblioteche sono oggi più accessibili delle scuole, ma ancora insufficienti le iniziative di inclusione per chi ha disabilità sensoriali e cognitive.
Edifici e immobili privati
L’accessibilità del patrimonio edilizio italiano è uno dei nodi strutturali più complessi.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Edifici residenziali ante-1980 | >70% |
| Totale palazzi italiani | 13,5 milioni |
| Annunci immobiliari accessibili | 6% |
| Edifici senza ascensori idonei | ≈50% |
| Edifici senza rampe | ≈25% |
| Edifici senza bagni accessibili | ≈26% |
La maggioranza del patrimonio edilizio è strutturalmente non adeguabile senza interventi invasivi, rendendo l’accessibilità una questione economica oltre che tecnica.
Ospedali e strutture sanitarie
L’accessibilità sanitaria è un tema critico, perché incide direttamente sul diritto alla cura.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Utenti che segnalano barriere in ospedale | 37,6% |
| Italiani che giudicano inadeguati i servizi sanitari per disabilità | 63% |
| Strutture senza percorsi dedicati PS | Diffuse |
| Programmi di mappatura e adeguamento | 2023–2026 |
Uffici pubblici e Pubblica Amministrazione
I dati sull’accessibilità fisica degli uffici pubblici sono frammentari, ma emergono alcune tendenze.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Comuni con iter amministrativi digitali completi | 70,4% |
| Uffici con PEBA attivi | In crescita |
| Accessibilità fisica stimata (analogia scuole) | 41% |
| Ambiti critici | Rampe, ascensori, bagni |
La digitalizzazione riduce l’accesso fisico, ma non esonera dall’obbligo di rendere accessibili le sedi pubbliche.
Trasporti collegati e infrastrutture
L’accessibilità dei trasporti condiziona l’effettiva fruizione di tutti gli altri servizi.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Stazioni ferroviarie accessibili (2025) | 340 |
| Nuove stazioni accessibili entro 2026 | +56 |
| Investimenti annui | 203–260 mln € |
| Tempo medio per raggiungere una stazione | 29 min |
| Comuni entro 30 min da stazione | 53% |
| Comuni entro 30 min da autostrada | 70% |
Inclusività nelle strutture
L’accessibilità non riguarda solo la disabilità certificata. Due categorie rilevanti, spesso escluse dalle statistiche tradizionali, sono:
- madri che allattano o con bambini molto piccoli
- anziani con difficoltà cognitive o malattie neurodegenerative
- giovani con difficoltà cognitive
Su questi ambiti, i dati nazionali sono frammentari e non standardizzati. Le informazioni disponibili provengono da rilevazioni settoriali, normative e mappature locali.
In Italia non esiste una rilevazione ISTAT strutturata e continuativa sull’accessibilità delle strutture pubbliche in genere, se poi pensiamo all’inclusione delle mamme che allattano e devono gestire bimbi piccoli la rilevazione è ancora più carente (sale dedicate, spazi protetti, servizi igienici attrezzati).
Evidenze qualitative e normative
- La presenza di punti o sale dedicate all’allattamento è:
- disomogenea
- spesso legata a iniziative locali (Comuni, ASL, aeroporti, grandi stazioni)
- L’accessibilità è più frequente in:
- aeroporti principali
- grandi ospedali
- centri commerciali di nuova costruzione
- Mancano standard nazionali obbligatori per scuole, musei, uffici pubblici.
Accessibilità per anziani con difficoltà cognitive e malattie senili
Parliamo di:
- demenza
- Alzheimer
- Parkinson avanzato
- disturbi cognitivi lievi (MCI)
Stato dei dati
- ISTAT rileva la popolazione anziana e le condizioni di salute,
ma non misura in modo diretto l’accessibilità degli spazi pubblici da un punto di vista di chiarezza percettiva e cognitiva . - Le barriere principali sono:
- segnaletica mancante o complessa
- percorsi non intuitivi
- ambienti rumorosi
- assenza di personale formato
Evidenze disponibili
- Ospedali e RSA:
- criticità riconosciute a livello istituzionale
- percorsi dedicati non standardizzati
- Uffici pubblici:
- digitalizzazione che riduce l’accesso fisico
- ma penalizza anziani con deficit cognitivi
- Trasporti:
- assistenza spesso su richiesta
- autonomia ridotta per utenti fragili