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Statistiche e numeri sull’accessibilità in Italia

23 Gennaio 2026

In Italia l’accessibilità fisica delle strutture pubbliche e quelle private ad uso pubblico resta parziale e disomogenea, soprattutto per le persone con disabilità motorie e sensoriali. I dati ISTAT aggiornati al 2023–2024 mostrano ritardi strutturali che interessano scuole, ospedali, uffici pubblici, edifici residenziali e luoghi della cultura.

Nonostante un quadro normativo consolidato e investimenti recenti (in particolare il PNRR), l’adeguamento procede lentamente e con forti differenze territoriali. I temi dell’inclusione rimangono aperti. Come Leura abbiamo una visione aperta e costante, che viene incontro a questi problemi, che non riguardano solo le persone che hanno limitazioni fisiche, sensoriali e cognitive, ma anche mamme nella fase di allattamento e con bimbi piccoli, caregiver e persone anziane.

Accessibilità nelle scuole

Le scuole rappresentano uno degli ambiti più critici, sia per numerosità delle strutture sia per l’impatto sociale.

Dati principali

IndicatoreValore
Scuole accessibili a persone con limitazioni motorie41%
Scuole con parcheggi riservati44%
Segnalazioni visive per disabilità uditive17%
Mappe tattili / percorsi per ipovedenti1,1%
Scuole che hanno intrapreso lavori di abbattimento barriere architettoniche (ultimo anno)12%
Scuole senza ascensori a norma≈ 50%
Scuole senza bagni accessibili≈ 26%

L’accessibilità è concentrata quasi esclusivamente sugli ingressi, mentre percorsi interni, servizi igienici e orientamento sensoriale restano largamente inadeguati.

accessibilità scuole

Accessibilità di musei e biblioteche

Il settore culturale mostra segnali di miglioramento più evidenti, grazie a finanziamenti mirati.

IndicatoreValore
Luoghi culturali accessibili per a persone con limitazioni motorie66%
Rampe e bagni accessibili (strutture pubbliche)61–75%
Luoghi con dotazioni assistive (2021)75,7%
Crescita dotazioni assistive (2011–2021)×2
Fondi PNRR dedicati (2025)300 mln €
Interventi previsti>1.000

Musei e biblioteche sono oggi più accessibili delle scuole, ma ancora insufficienti le iniziative di inclusione per chi ha disabilità sensoriali e cognitive.

Edifici e immobili privati

L’accessibilità del patrimonio edilizio italiano è uno dei nodi strutturali più complessi.

IndicatoreValore
Edifici residenziali ante-1980>70%
Totale palazzi italiani13,5 milioni
Annunci immobiliari accessibili6%
Edifici senza ascensori idonei≈50%
Edifici senza rampe≈25%
Edifici senza bagni accessibili≈26%

La maggioranza del patrimonio edilizio è strutturalmente non adeguabile senza interventi invasivi, rendendo l’accessibilità una questione economica oltre che tecnica.

Ospedali e strutture sanitarie

L’accessibilità sanitaria è un tema critico, perché incide direttamente sul diritto alla cura.

IndicatoreValore
Utenti che segnalano barriere in ospedale37,6%
Italiani che giudicano inadeguati i servizi sanitari per disabilità63%
Strutture senza percorsi dedicati PSDiffuse
Programmi di mappatura e adeguamento2023–2026

Uffici pubblici e Pubblica Amministrazione

I dati sull’accessibilità fisica degli uffici pubblici sono frammentari, ma emergono alcune tendenze.

IndicatoreValore
Comuni con iter amministrativi digitali completi70,4%
Uffici con PEBA attiviIn crescita
Accessibilità fisica stimata (analogia scuole)41%
Ambiti criticiRampe, ascensori, bagni

La digitalizzazione riduce l’accesso fisico, ma non esonera dall’obbligo di rendere accessibili le sedi pubbliche.

Trasporti collegati e infrastrutture

L’accessibilità dei trasporti condiziona l’effettiva fruizione di tutti gli altri servizi.

IndicatoreValore
Stazioni ferroviarie accessibili (2025)340
Nuove stazioni accessibili entro 2026+56
Investimenti annui203–260 mln €
Tempo medio per raggiungere una stazione29 min
Comuni entro 30 min da stazione53%
Comuni entro 30 min da autostrada70%

Inclusività nelle strutture

L’accessibilità non riguarda solo la disabilità certificata. Due categorie rilevanti, spesso escluse dalle statistiche tradizionali, sono:

  • madri che allattano o con bambini molto piccoli
  • anziani con difficoltà cognitive o malattie neurodegenerative
  • giovani con difficoltà cognitive

Su questi ambiti, i dati nazionali sono frammentari e non standardizzati. Le informazioni disponibili provengono da rilevazioni settoriali, normative e mappature locali.

In Italia non esiste una rilevazione ISTAT strutturata e continuativa sull’accessibilità delle strutture pubbliche in genere, se poi pensiamo all’inclusione delle mamme che allattano e devono gestire bimbi piccoli la rilevazione è ancora più carente (sale dedicate, spazi protetti, servizi igienici attrezzati).

Evidenze qualitative e normative

  • La presenza di punti o sale dedicate all’allattamento è:
    • disomogenea
    • spesso legata a iniziative locali (Comuni, ASL, aeroporti, grandi stazioni)
  • L’accessibilità è più frequente in:
    • aeroporti principali
    • grandi ospedali
    • centri commerciali di nuova costruzione
  • Mancano standard nazionali obbligatori per scuole, musei, uffici pubblici.

Accessibilità per anziani con difficoltà cognitive e malattie senili

Parliamo di:

  • demenza
  • Alzheimer
  • Parkinson avanzato
  • disturbi cognitivi lievi (MCI)

Stato dei dati

  • ISTAT rileva la popolazione anziana e le condizioni di salute,
    ma non misura in modo diretto l’accessibilità degli spazi pubblici da un punto di vista di chiarezza percettiva e cognitiva .
  • Le barriere principali sono:
    • segnaletica mancante o complessa
    • percorsi non intuitivi
    • ambienti rumorosi
    • assenza di personale formato

Evidenze disponibili

  • Ospedali e RSA:
    • criticità riconosciute a livello istituzionale
    • percorsi dedicati non standardizzati
  • Uffici pubblici:
    • digitalizzazione che riduce l’accesso fisico
    • ma penalizza anziani con deficit cognitivi
  • Trasporti:
    • assistenza spesso su richiesta
    • autonomia ridotta per utenti fragili

Articolo di Mitzi Bollani

Sono Mitzi Bollani, architetto e designer, e da sempre progetto ascoltando i bisogni reali delle persone, con l’idea che l’architettura debba essere terapeutica e il design empatico.