Segui il cuore… Latte e cultura, inaugurato il punto Mamma e Bambino di Sant’Anatolia

E’ stato tagliato con forbici di gioia il nastro del punto Mamma e bambino del Museo della Canapa di Sant’Anatolia di Narco. Alla conferenza stampa di presentazione dello spazio, che ha dato ufficialmente il via al progetto nazionale Segui il cuore… Latte e Cultura, ideato dall’architetto Mitzi Bollani e promosso dall’azienda Leura srl in occasione del 2018 – Anno Europeo del Patrimonio Culturale, hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni e coloro che hanno lavorato per concretizzare l’iniziativa nel borgo perugino. L’area, inaugurata lunedì 27 novembre, è stata dotata di una poltrona MimmaMà lilla, un piccolo tavolino, un fasciatoio e un separé bianco costellato di piccole impronte, trecce delle mani dei bambini che si sono divertiti a dare il loro tocco durante un laboratorio creativo. Il punto Mamma e bambino permetterà a tutte le mamme di allattare il proprio piccolo, accudirlo e cambiarlo, ma anche solo tranquillizzarlo visto che l’ambiente è per lui nuovo.

«L’allattamento al seno – ha detto l’architetto Bollani – è una pratica a richiesta che non può essere programmata, per questo è utile trovare, quando si è fuori casa spazi accoglienti per non rifugiarsi nella propria auto. La postazione deve essere comoda perché l’allattamento dura anche mezz’ora e senza corretti appoggi la muscolatura delle braccia e delle spalle della mamma risulterebbe contratta e dolorante. La poltrona MimmaMà assolve questo scopo, perché è una poltrona funzionale, facile da sanificare, robusta, atossica, ignifuga e adatta allo scopo, perché appositamente studiata per l’allattamento, ergonomica, sicura e dotata di marchio CE. Il mio lavoro consiste nel dare risposta alle priorità delle mamme e questo progetto è ricco di valori : di salute reciproca di mamma e bambino, di rispetto e valorizzazione dell’essere donna e del suo ruolo fondamentale in seno alla famiglia».

Oltre al Museo della Canapa hanno già realizzato la postazione, la biblioteca civica “Francesca Calvo” di Alessandria, il MuSe di Trento e la biblioteca “Giana Anguissola” di Piacenza, realtà molto diverse tra loro e per questo esempi stimolanti per tutti i siti culturali interessati a partecipare all’iniziativa e che saranno promossi sul sito www.mimmama.it.

«Grazie all’ingresso nella rete – ha detto il direttore del Museo della Canapa Glenda Giampaoli – sarà possibile promuovere a livello nazionale l’immagine della struttura e di Sant’Anatolia di Narco». «Avere un centro di aggregazione e culturale del genere per noi è fondamentale. Ci permette, infatti, di attrarre in paese molti visitatori», ha aggiunto il sindaco Tullio Fibraroli.

A sottolineare l’importanza del progetto di rete Segui il cuore … Latte e Cultura e del punto Mamma e bambino appena realizzato sono stati anche la dirigente del Servizio musei, archivi e biblioteche della Regione Umbria Antonella Pinna; l’assessore regionale alla Salute, Coesione Sociale e Welfare Luca Barberini e la responsabile dei Progetti per la prima infanzia del MuSe di Trento Samuela Caliari. «La società, rispetto al passato, è profondamente cambiata e ora ci troviamo di fronte a due criticità: un calo drastico delle nascite e un’età media molto elevata della popolazione, composta per il 26 percento da over 65 – ha analizzato l’assessore Barberini -.Sono temi che fanno riflettere, ma il fatto che un museo di grande prospettiva come questo sia stato dotato di uno spazio rivolto alle mamme è un elemento che dobbiamo enfatizzare per far passare il messaggio che qui c’è una comunità capace di prendersi cura delle famiglie». «Abbiamo deciso di aderire a questo progetto e di occuparci anche del tema dell’allattamento – ha proseguito la dottoressa Pinna-, perché così favoriamo la presenza delle famiglie, cercando di rendere le uscite di chi ha bambini sempre più facili, più gradevoli e non penalizzanti». Anche la dottoressa Caliari ha elogiato l’avvia di un network museale di qualità e ha sottolineato il valore centrale della famiglia, affermando che «se offriamo alle famiglie un luogo dove i bambini possono fare qualcosa, avremmo molta più gente nei musei e le famiglie non frequenterebbero solo i centri commerciali».

Antonella Larotonda

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