Violenza sulle donne, denunciare è un antidoto contro il dolore

All’indomani della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, Piacenza è diventata teatro di un importante convegno per non spegnere i riflettori sul tema. L’obiettivo della conferenza, in scena martedì 28 novembre alla Scuola di Polizia ed intitolata Odi et amo. La violenza sulle donne: informare in modo corretto, era analizzare la tematica attraverso la testimonianza diretta di qualificati professionisti.

Nel corso dell’incontro sono stati snocciolati i numeri della violenza contro le donne, che appaiono in calo rispetto allo scorso anno ma restano comunque allarmanti. Nel 2017 in Italia ci sono stati 39 femminicidi, 4mila casi di violenza sessuale, 13mila di stalking e 14mila di maltrattamenti in famiglia. Nell’80 per cento dei casi la violenza subita è stata perpetrata da un ex compagno o da un familiare, mentre il 40 per cento delle donne abusate aveva già sporto denuncia contro il suo aguzzino. «Denunciare si può e si deve. Per ogni storia che conosciamo, ce ne sono altre di cui nessuno saprà mai nulla – ha detto il Questore Salvatore Arena, che ha aperto la conferenza nella sala congressi della Scuola di Polizia di viale Malta -. La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci, ma peggio della violenza dei cattivi esiste solo l’indifferenza dei buoni».

Toccante è stata la testimonianza di una donna che ha trovato la forza di denunciare una brutale violenza subita. Lei si chiama Ilaria e nel 2009 era con il suo fidanzato in una zona appartata a Sesto San Giovanni, quando dal nulla sono sbucati quattro uomini che hanno aggredito lui e trascinato lei in un’auto per stuprarla a turno. Ilaria, sostenuta dal capo della Sezione contro i reati sessuali della Squadra Mobile Rita Fabretti, ha ricordato quanto sia stato importante per lei denunciare e assistere al processo che ha portato alla condanna a 14 anni di carcere dei suoi aguzzini. «Più parlavo e più si attenuava il dolore – ha raccontato ad un’attenta platea di rappresentanti delle istituzioni, poliziotti, avvocati e giornalisti che le hanno regalato un lungo e sentito applauso -. Ho parlato con una poliziotta che ha saputo toccare le corde giuste con tanta sensibilità per quasi dieci ore. La sera dello stupro, invece, ho incontrato operatori che non hanno avuto lo stesso tatto». Oggi Ilaria si è rifatta una vita e ha una famiglia.

«Questo convegno rientra nella campagna della Polizia di Stato dal titolo Questo non è amore, il cui scopo è anche cambiare l’approccio degli operatori verso le donne che hanno subito un abuso, sostenendole attraverso una modalità di ascolto protetto con un’equipe multidisciplinare e tentando di far emergere il sommerso», ha sottolineato il capo della Direzione Centrale Anticrimine Vittorio Rizzi. «Bisogna elogiare queste iniziative – ha rimarcato il prefetto di Piacenza Maurizio di Falco – perché ci portano a dialogare con tutte le istituzioni».

Moderati dal giornalista Gaetano Rizzuto, hanno affrontato il tema della violenza sulle donne anche Carla Chiappini (giornalista e componente del consiglio di disciplina territoriale dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna) e il noto psichiatra e scrittore Alessandro Meluzzi, che nel suo intervento si è concentrato sul femminicidio e sul reato di stalking. «Se uomini e donne non riescono a parlarsi, soprattutto nei momenti di crisi e difficoltà, la violenza diventa la manifestazione patologica di una distonia – ha analizzato Meluzzi -. L’unico modo per prevenire le violenze è conoscere i potenziali autori di queste ed intervenire sulla “sindrome del maschio fragile”. I maschi fragili sono soggetti psichicamente alterati che di fronte all’abbandono decidono di distruggere l’oggetto del desiderio perduto. Sono come dei bambini impazziti, che non riuscendo a giocare con un giocattolo lo rompono. Sono perenni adolescenti immaturi che si legano indissolubilmente alla propria compagna, creano rapporti di dipendenza affettiva e vivono una condizione cronica di abbandono. Paradossalmente è meglio legarsi a uomini inaffidabili, a uomini che non hanno problemi a cambiare partner, agli eterni Peter Pan, perché questi soggetti non si trasformeranno mai in stalker e non compiranno mai un femminicidio».

Antonella Larotonda



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